• IambOO e IoT: due progetti per rendere intelligenti le “cose”

    Come abbiamo avuto modo di raccontarvi più volte, IambOO è una software house specializzata in cyber security e mobile solution, ma negli ultimi anni sono sempre di più i progetti che richiedono un intervento tecnologico applicato a oggetti di uso comune che non per forza presentano uno schermo o una tastiera… Stiamo parlando di IoT ovvero l’Internet of Things, l’Internet delle cose. A livello terminologico ci troviamo di fronte a un concetto generico e ampio, ma in parole estremamente povere non è altro che l’applicazione della tecnologia a oggetti quotidiani grazie all’inserimento di una componente elettronica che ci consente di comunicare con loro. Un esempio che purtroppo ci viene subito alla mente per fatti di cronaca è la proposta di inserire dei sensori nei seggiolini dei bambini per le auto che avvertano in caso in cui si chiuda la vettura lasciando il bambino all’interno.

    Di fatto quindi gli oggetti (le "cose") si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza potendo comunicare dati su se stessi e accedere a informazioni aggregate da parte di altri. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall'altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco, il frigorifero avverte dell’imminente scadenza dei prodotti al suo interno. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla rete [fonte: Wikipedia].

    Gli oggetti connessi sono dotati in genere di componenti come sensori, fotocamere, microfoni, pulsanti, lettori di codici a barre, rilevatori di temperatura, pressione, umidità, battito cardiaco, posizione GPS, movimento, giroscopi, bussole; attuatori, principalmente interruttori elettrici e valvole idrauliche, anche combinati per realizzare sistemi robotici e di automazione; o dispositivi di elaborazione più o meno autonomi, router, NAS e altri dispositivi connessi che, seppure assimilabili a un pc come logica di funzionamento, sono pensati per essere accesi, configurati una volta e poi lasciati lavorare senza ulteriore intervento.

    Si può intuire insomma che essere circondati da oggetti connessi può portare diversi vantaggi nella vita di tutti i giorni, ma non solo. L'uso esteso di sensori collegati, infatti, sta cambiando anche l'industria. Insieme a sistemi di Intelligenza Artificiale, questo approccio tecnologico ha reso possibile quella che Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, ha definito la "Quarta Rivoluzione Industriale" o anche "Industria 4.0", un cambiamento che travolge prodotti, servizi e metodologie produttive, e ha al cuore una rottura tecnologica senza precedenti: la fusione tra mondo reale degli impianti industriali e mondo virtuale, come scrivono Annalisa Magone e Tatiana Mazali nel loro ultimo libro.

    IambOO ha in essere due progetti in cui, in modi diversi, l’IoT viene inserita a completamento di una strategia ben precisa, vediamoli più da vicino.

     

    I progetti di IambOO: IoT e settore moda

    Il settore della moda potrebbe sembrare molto lontano da questo tipo di applicazioni, perché esuliamo da oggetti “necessari” con cui aver bisogno di interagire e da cui ricevere dei dati.
    Una nota marca di borse e pelletteria ha invece mostrato un grande interesse e lungimiranza per l’argomento e ha contattato IambOO per la creazione di un'App per mobile che possa interfacciarsi con dei sensori applicati ad esempio a una borsa.

    Pensate a quando siete in viaggio e avete più di un bagaglio a cui dover prestare attenzione: questo tipo di tecnologia potrebbe segnalare al vostro smartphone se la vostra borsa si trova a più di una certa distanza da voi: o ve la siete dimenticata o qualcuno ve la sta spostando (o peggio ancora rubando!)…

     

    I progetti di IambOO: IoT e agricoltura

    Secondo la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, il mondo avrà bisogno di produrre il 70% in più di cibo nel 2050 di quanto abbia fatto nel 2006 al fine di alimentare la crescente popolazione della Terra. Per soddisfare questa domanda, gli agricoltori e le aziende agricole hanno rivolto la loro attenzione verso l’IoT per l’analisi e una maggiore capacità di produzione.

    Se pensiamo infatti alle tipologie di parametri che si possono voler misurare in campo agricolo troviamo come questi corrispondano perfettamente alle applicazioni dei sensori nell’IoT che traducono parametri fisici in segnali elettrici prima e in informazioni digitali poi. Queste misurazioni possono riguardare: temperatura, pressione, movimento, orientamento spaziale, prossimità, immagini, rilevazioni di luminosità o altre onde elettromagnetiche e radiofrequenze, parametri elettrici e suoni.

    terreno ulivi iamboo

    IambOO è stata coinvolta in un progetto di creazione di un uliveto di 16.000 piante, distribuite in 240 file, in cui installare un sistema di irrigazione a goccia per facilitare e ottimizzare al massimo la crescita delle piante nei primi 3 anni dalla messa a terra.

    Dove è stato inserito l’IoT?
    La problematica più attuale per le colture di ulivo riguarda i costi di cura, manutenzione e raccolta delle olive perché rischiano di far diventare l’intera produzione di olio antieconomica.
    Per massimizzare l’investimento IambOO ha progettato la suddivisione dell’appezzamento in 13 aree in cui inserire 13 pali dotati 3 sensori l’uno che affondano nel terreno di 60 cm con lo scopo di misurare l’umidità. I pali hanno in dotazione anche dei pannelli solari per autoalimentarsi.
    La scelta di inserire 3 sensori anziché uno non è affatto casuale: effettuare un pull di misurazioni consente sempre di avere una riprova del dato registrato e di escludere registrazione sballate nel caso che ce ne siano.

    Una volta effettuata la registrazione da parte dei sensori, i dati vengono comunicati attraverso il protocollo LoRa®, una tecnologia wireless sviluppata per creare la rete a bassa potenza e ampio raggio (LPWAN – Low Power Wide Area Network - questo significa consumi molto bassi per trasmettere pochi dati anche a distanza elevata), a una centralina al cui interno si trova una sim che comunica i dati al server.

    pannelli solari iamboo

    centralina iamboo

    Tutta questa strumentazione permette di monitorare costantemente l’umidità del terreno e di istruire il sistema di irrigazione in merito a quando e quanto innaffiare.
    Ovviamente le stime di fabbisogno vengono incrociate e tarate grazie alle esperienze agronomiche specifiche di quel terreno e, in un prossimo futuro, IambOO ipotizza anche di incrociare i dati con le previsioni meteo per quanto ormai al giorno d’oggi sia sempre più difficile prevedere le variazione metereologiche.

    Ulteriori accortezze sono state poi prese da IambOO per il monitoraggio dello stato di salute di tutti gli apparecchi utilizzati: sono state scelte a campione 4 centraline a cui sono stati applicati altri sensori per rilevarne la temperatura e monitorarne l’efficienza.

    L’installazione dei 13 pali è alla fase conclusiva e tra poco i sensori cominceranno a lavorare affinché le piccole piantine arrivino al massimo delle loro possibilità di crescita in soli 3 anni.

     

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