• Controllo di gestione: cosa, chi, come e perché

    IambOO è una software house che si occupa prevalentemente di sicurezza informatica e di soluzioni per il mobile, ma da diversi mesi ha deciso di approfondire e di dedicare tempo e risorse anche a un altro aspetto, quello del Controllo di Gestione. Ve lo avevamo anticipato in un articolo in cui vi abbiamo presentato Keep Control, un nuovo software che verrà lanciato a breve sul mercato in cui il tema principale è quello della misurazione dell’efficienza produttiva delle commesse che un’azienda ha deciso di prendere in carico.

     

    La crisi economica degli ultimi anni ha mostrato come aziende potenzialmente sane tendono a fallire più per l’incapacità di prevedere e governare i costi che per quella di generare ricavi.

    Per tutte le imprese, piccole, medie o grandi che siano, avere il controllo dei budget, dell’utilizzo delle risorse, del tempo e quindi in generale delle commesse che si riescono a ottenere è fondamentale. Questo perché tutti i sistemi informativi presenti, dai fogli excel con cui il capo di una piccola realtà imprenditoriale tiene le fila del proprio operato fino alla grande azienda con strutture dedicate e software appositi e sofisticati, generano una quantità significativa di dati che devono essere analizzati per supportare le decisioni strategiche di breve, medio e lungo periodo.

     

    Ma a quali attività ci riferiamo quando vogliamo tenere sotto controllo la gestione della nostra azienda?

     

    Che cosa è il controllo di gestione

    Quando parliamo di controllo di gestione ci si riferisce generalmente a un insieme coordinato di risorse che hanno come obiettivo quello di agevolare il funzionamento dell’azienda in generale e della sua organizzazione in particolare, migliorando il modo stesso di condurla e, conseguentemente, i risultati che da questa si possono ricavare.

     

    Le risorse a cui facciamo riferimento sono di tre tipologie:

    - tecniche, prevalentemente di natura informatica (software);

    - umane, soggetti dotati di competenze specifiche nella gestione amministrativa;

    - procedurali, le regole e i flussi organizzativi, e relazionali, qualsiasi altra componente che sia funzionale a migliorare la conduzione dell’azienda.

     

    Lo scopo del controllo di gestione non è quello di sanzionare i comportamenti scorretti, ma piuttosto quello di indirizzare le risorse umane verso un comportamento che persegua gli obiettivi aziendali.

    Appare evidente il legame intrinseco con la gestione delle risorse umane collocando il controllo di gestione all’interno dei sistemio perativi (ovvero quell’insieme di regole, procedure e strumenti di vario genere che coadiuvano il funzionamento della struttura organizzativa) insieme al sistema informativo e a quello di gestione del personale.

    Proprio per queste connessioni, sia nella pratica che nella teoria si parla spesso di sistema di pianificazione e controllo, il che ci apre le porte per l’analisi delle sue funzioni sotto l’aspetto organizzativo: chi fa cosa?

     

    Chi effettua il controllo di gestione

    Dal punto di vista organizzativo il controllo di gestione viene effettuato da un organo che si trova ai vertici dell’azienda (o della direzione aziendale) e nella fattispecie da una persona che viene qualificata come controller.

     

    In Italia la professione del controller è emersa nel 2011 e successivamente con l’entrata in vigore della Legge nº4 del 14 gennaio 2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) è stato chiamato ad elaborare le norme tecniche che concorrono al riconoscimento delle attività professionali e sulla base delle quali è effettuata la certificazione, da parte di un Organismo di Certificazione accreditato, del singolo professionista.

    Il risultato di questo lavoro è stato l’individuazione di 38 competenze, distribuite in 7 aree di compiti/attività, che richiamano 39 conoscenzee 46 abilità (fonte Wikipedia).

     

    Cosa fa il controllo di gestione

    Per capire meglio il valore che un simile sistema operativo apporta alla realtà aziendale dobbiamo entrare nel merito di quello che il controllo di gestione effettivamente fa e non fa all’interno della stessa.

    - Produce tutta una serie di informazioni utili a supportare i processi decisionali ai vari livelli esistenti, senza le quali sarebbe difficile evitare di commettere errori.

    - Razionalizza le varie scelte imprenditoriali indirizzandole verso una maggiore efficacia (la capacità di ottenere i risultati stabiliti) ed efficienza (la capacità di ottimizzare le risorse disponibili).

    - Il controller affianca chi deve scegliere quali percorsi di crescita perseguire e verificare i raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

    - Permette di effettuare una corretta interpretazione dei risultati aziendali, di suggerire i correttivi necessari e di sollecitare l’azione nelle direzioni più opportune per il mantenimento della redditività e la salvaguardia degli investimenti effettuati.

    - La mission di fondo è quella di collocare l’impresa sulla strada del miglioramento continuo delle performance di tutti i livelli aziendali sulla base delle esperienze pregresse e degli obiettivi prefissati.

     

    Cosa non fa il controllo di gestione

    Dall’altra parte dobbiamo escludere tutta una serie di aspetti che non rientrano nelle finalità e nelle possibilità del controllo di gestione, al fine di non confidare in un santo Graal che possa risolvere eventuali problemi di gestione e magicamente risollevare l’andamento aziendale.

    - Il controllo di gestione non è uno strumento vessatorio o sanzionatorio bensì correttivo e di indirizzo verso il conseguimento degli obiettivi aziendali.

    - Non può in alcun modo sostituire l’imprenditore, ma può fornire a lui e a tutti i livelli aziendali tutte le informazioni necessarie per compiere le scelte più opportune per la crescita ottimale.

    - Il controllo di gestione ha un costo. La sua implementazione e il suo funzionamento necessitano di tutte le risorse di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo: tecniche, umane e procedurali.

    - Non nasce come un modello operativo standardizzato, ma si modella sulle esigenze specifiche di ogni realtà aziendale anche se dal 2011 ad oggi possono essere prese da esempio alcune linee guida o best practice.

    - Il controllo di gestione è, di fatto, uno strumento di indirizzo e di controllo che non necessariamente è in grado di produrre risultati immediati in termini di fatturato. Deve essere considerato alla stregua di altri investimenti che, prima di poter essere considerati a regime, hanno bisogno di un periodo di rodaggio per sortire gli effetti desiderati.

     

     

    In conclusione, a prescindere dalla dimensione aziendale e dal particolare momento economico, ciò che decreta il successo o l’insuccesso del controllo di gestione in termini di risultati d’impresa è il fatto che le sue risorse, i suoi strumenti e l’interpretazione delle informazioni prodotte vengano letti come parte di un sistema operativo complesso e connesso ad altri.

     

     

     

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